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Editoriale

Maurizio Irrera, Professore ordinario di Diritto commerciale nell’Università degli Studi di Torino

1. L’obbligo di istituire assetti adeguati, come è noto, è oggi espressamente imposto dall’art. 2086, comma 2, c.c., introdotto dall’art. 375 d.lgs. n. 14/2019 (“codice della crisi”).

La norma, pur non rappresentando una vera e propria novità, ha avuto un atterraggio fragoroso nell’ordinamento societario, riportando al centro dell’attenzione il tema degli assetti che – all’indomani della riforma del diritto societario del 2003 – non era stato fra i più dibattuti fra operatori e interpreti.

La modifica dell’art. 2086 c.c. ha comportato, fra l’altro, una decisa “rivitalizzazione” della Prima Sezione del Capo I, del Titolo II del Libro V, c.c., che – a seguito della soppressione delle disposizioni sull’ordinamento corporativo – si limitava a contenere la definizione di imprenditore (art. 2082 c.c.), alcune prescrizioni generali in materia di sicurezza sul lavoro (art. 2087 c.c.) e talune norme di principio prive di reale contenuto precettivo. In tale contesto, l’inserimento dell’obbligo di istituzione degli assetti ha costituito un sicuro rafforzamento del nucleo di disposizioni dedicate all’organizzazione dell’impresa, facendo emergere, anche sul piano giuridico (oltre che aziendalistico), la necessità che la [continua..]

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