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La predisposizione degli assetti adeguati nelle società di persone

Oreste Cagnasso, Professore emerito di Diritto commerciale presso l’Università di Torino

Il Codice della crisi ha riformulato l’art. 2257 c.c. relativo alla disciplina degli amministratori di società di persone, imponendo la creazione di assetti adeguati come compito esclusivo degli amministratori. L’articolo si occupa in particolare dei profili concernenti la competenza.

The setting up of adequate organisational arrangements in partnerships

The Code of the crisis has modified article 2257 of the civil code (about partnership managers), by establishing the creation of adequate organisational arrangements as managers’exclusive task. In particular, the article deals with some aspects related to this attribution.

Keywords: Company – partnership – adequate organisational arrangements.

Sommario:

1. L’art. 2257 c.c. - 2. La ripartizione di competenze gestorie tra amministratori e soci - 3. La valutazione degli assetti - 4. Assetti adeguati e modelli di amministrazione - 5. Le sanzioni - 6. Monitoraggio e intervento - 7. Gli assetti adeguati e i gruppi di società di persone - NOTE


1. L’art. 2257 c.c.

L’art. 2257 c.c., nel suo comma 1, disponeva che, salva diversa pattuizione, l’am­ministrazione della società spetta a ciascuno dei soci disgiuntamente dagli altri. Il Codice della crisi ha inserito prima di tale regola un ulteriore segmento del comma 1, che recita: la gestione dell’impresa si svolge nel rispetto della disposizione di cui all’art. 2086, comma 2, e spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto sociale. Come si può constatare, il legislatore non si limitava a richiamare espressamente il contenuto del comma 2 dell’art. 2086 c.c. e quindi gli obblighi risultanti da esso, ma, modificando profondamente gli assetti di governance delle società di persone, stabiliva che l’in­tera gestione della società fosse di competenza degli amministratori, escludendo pertanto l’ammissibilità di una differente attribuzione a favore dei soci. Il decreto correttivo al Codice della crisi ha riscritto la norma stabilendo che l’istituzione degli assetti di cui all’art. 2086, comma 2, spetta esclusivamente agli amministratori. Pertanto, l’attribuzione di una competenza esclusiva a favore degli amministratori è ricondotta non più all’intera gestione, ma a quel settore che concerne la predisposizione degli assetti adeguati [1]. È appena il caso di sottolineare che [continua ..]

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2. La ripartizione di competenze gestorie tra amministratori e soci

Tenuto conto dell’elasticità della disciplina delle società di persone, si ritiene che la ripartizione di competenze tra soci e organo amministrativo sia derogabile. È possibile perciò che l’atto costitutivo attribuisca ai soci le decisioni relative ad un settore della gestione o a determinate operazioni, o anche conferisca ad essi la facoltà di autorizzare (o di vietare) determinati atti. In tal caso, a mio avviso, i soci “gestori” non sono equiparabili agli amministratori, nel senso che compete comunque a questi ultimi sia l’attività preparatoria delle scelte gestorie, sia la loro esecuzione. Si tratta sostanzialmente di estendere alle società di persone lo schema applicabile alla s.r.l. Anche in questo caso, i soci “gestori” sono responsabili, solidalmente con gli amministratori, per gli atti di mala gestio da essi compiuti, così come previsto per la s.r.l. dall’art. 2476 c.c.? Occorre al proposito distinguere due fattispecie. Nel caso di atti autorizzati, verrà in considerazione il modello offerto dalla disciplina della società per azioni (ove non è prevista una responsabilità per i soci per atti gestori autorizzati dall’assem­blea) oppure quello delineato per la società a responsabilità limitata (ove i soci sono responsabili per gli atti gestori autorizzati intenzionalmente)? Anche se una soluzione certa non [continua ..]

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3. La valutazione degli assetti

Più delicato il discorso con riferimento alla loro valutazione. La norma contenuta nell’art. 2381 c.c., relativa alle società per azioni, stabilisce che gli assetti sono predisposti dai delegati e valutati dal consiglio. Con riferimento alla s.r.l. si è ritenuto, ancor prima dell’estensione della norma sugli assetti a tale tipo e della previsione della competenza esclusiva degli amministratori, che l’organo gestorio della s.r.l. avesse comunque il compito di predisporli e che tale compito facesse parte dell’elenco delle competenze inderogabilmente ad esso attribuite. Tuttavia, si è sostenuto che potesse essere conferita ai soci gestori o a singoli soci gestori la valutazione degli assetti [9]. Tale conclusione mi pare che possa essere estesa anche alle società di persone. In ogni caso, il controllo dei soci non amministratori, consistente nel diritto di avere notizie dai gestori e di consultare i documenti della società, si estende anche agli assetti organizzativi. Nell’ambito delle s.p.a. l’istituzione e la modificazione degli assetti sono oggetto della valutazione da parte del consiglio di amministrazione e della vigilanza da parte del collegio sindacale; inoltre, la mancata predisposizione o l’inadeguatezza degli assetti costituisce un grave inadempimento che può essere oggetto della denuncia da parte dei soci ex art. 2409 c.c. Con riferimento alle s.r.l., dato il richiamo [continua ..]

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4. Assetti adeguati e modelli di amministrazione

Ferma restando la competenza esclusiva degli amministratori, occorre ancora esa­minare se tutti i sistemi di amministrazione utilizzabili dalle società di persone siano compatibili con tale regola. Il legislatore, come è noto, individua come sistema di amministrazione di default quello disgiuntivo, con competenze attribuite a tutti i soci; in alternativa è previsto il modello congiuntivo, all’unanimità o a maggioranza. È poi pacifico che i soci possono adottare i modelli di governance propri della s.p.a. e quindi prevedere l’assem­blea dei soci e l’organo gestorio, unipersonale o pluripersonale: in questo secondo caso è pure ammissibile la delega di attribuzione dal consiglio ad uno o più amministratori, così come disposto per la s.p.a. ed ora espressamente anche per la s.r.l. Non sussistono incompatibilità tra la nuova disciplina che impone l’obbligo di creare assetti adeguati e il sistema di amministrazione congiunto anche a maggioran­za [12] o l’introduzione di un organo gestorio: in tal caso, gli assetti possono essere predisposti dagli organi delegati, così come espressamente previsto dall’art. 2381 c.c. per la s.p.a., norma estesa alla s.r.l. Più complesso il discorso con riferimento al sistema disgiunto: non mi sembra ammissibile che ciascun amministratore possa, indipendentemente dagli altri, predisporre gli assetti che regolano la vita [continua ..]

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5. Le sanzioni

Nel caso in cui gli amministratori di società di persone non adempiano al dovere di creare assetti adeguati viene in considerazione, in primo luogo, la facoltà dei soci di revocarli per giusta causa; in secondo luogo, di far valere l’eventuale responsabilità per danni, qualora da tale comportamento sia derivato un pregiudizio per il patrimonio sociale. Nell’ipotesi in cui gli assetti siano stati predisposti, ma non siano adeguati si pone il delicato interrogativo, di portata generale e non solo riferibile alle società di persone, in ordine all’ambito del sindacato da parte del giudice. Come è noto, la dottrina è divisa: secondo un’opinione l’adeguatezza può essere oggetto di valutazione da parte del giudice, tenuto conto ovviamente della discrezionalità tecnica insita nella creazione degli assetti; secondo altro orientamento verrebbe in considerazione anche con riferimento a tale obbligo il principio della business judgment rule e quindi la responsabilità sussisterebbe solo in caso di manifesta irrazionalità, conflitto di interessi o carente informazione [19]. In ogni caso, con riferimento ai singoli atti gestori, ferma la regola della business judgment rule e quindi della non rilevanza dell’errore di gestione, l’eventuale responsabilità dipende dalla violazione dei doveri di porre in essere un’adeguata attività preparatoria ed [continua ..]

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6. Monitoraggio e intervento

Il dovere di creare gli assetti adeguati è volto in particolare a consentire di monitorare la situazione economica-finanziaria per conoscere tempestivamente un’even­tuale crisi. L’ultimo obbligo previsto dal comma 2 dell’art. 2086 c.c. fa riferimento al tempestivo intervento in presenza di una situazione di crisi e di perdita della continuità aziendale. Come è noto, sotto il profilo del contenuto, il dovere in questione è stato inteso a volte in senso stretto e letterale come riferito esclusivamente ad uno degli strumenti previsti dal legislatore nel Codice della crisi, ora in senso più ampio, comprensivo di ogni operazione che possa essere idonea allo scopo di superare la crisi. Accogliendo quest’ultima lettura e con specifico riferimento alle società di persone, un primo interrogativo concerne la posizione dei soci e in particolare l’ob­bligo di ripianare le perdite. Dovere di intervento e obbligo per i soci illimitatamente responsabili di ripianare le perdite mi pare inducano a ritenere che gli amministratori, in primo luogo, in presenza di una situazione di crisi, debbano richiedere l’intervento dei soci. E ciò anche nel loro interesse, tenuto conto del rischio per loro del fallimento in estensione. Nel caso di società di persone non soggette alla procedura di fallimento (e di concordato) l’obbligo di intervento mi pare debba essere riferito agli strumenti di [continua ..]

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7. Gli assetti adeguati e i gruppi di società di persone

Le norme contenute nel capo nono nell’ambito della disciplina delle società con scopo di lucro, volte a regolare l’esercizio del potere di direzione e coordinamento, hanno portata generale e trovano pertanto applicazione con riferimento ad ogni tipo di società. Occorre perciò ricostruirne il contenuto tenendo conto che tali disposizioni “si sovrappongono” a quelle proprie dei vari tipi societari e debbono quindi essere coordinate con essi. Certamente appare configurabile l’esistenza di un gruppo con la presenza di società di persone sia in posizione di capogruppo, sia in quella di partecipanti. Al proposito occorre distinguere gli scenari ipotizzabili prima della riforma societaria da quelli realizzabili oggi. Nella prima prospettiva poteva venire in considerazione un gruppo orizzontale e quindi una pluralità di società di persone soggette a direzione unitaria per la partecipazione ad esse degli stessi soci e l’identità delle persone e degli amministratori; oppure ancora un gruppo formato da sole società di persone; o infine un gruppo rispetto al quale una società di persone assumesse il ruolo di holding. Oggi, come è noto, in virtù dell’art. 2361 c.c., è ammissibile la partecipazione di società di capitali a società di persone e quindi la formazione di un gruppo all’in­terno del quale una società di capitali rivesta [continua ..]

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NOTE

[1] Per un commento all’art. 2257 c.c. nell’attuale formulazione v. Capelli, in Patriarca-Capelli, Società semplici, in Commentario del codice civile e codici collegati Scialoja-Branca-Galgano, a cura di De Nova, Bologna, 2021, p. 125 ss.; Mosco, L’amministrazione delle società di persone dopo il codice della crisi, in Giur. comm., 2021, I, p. 605 ss. [2] Come è stato osservato, “nell’attribuire in via esclusiva agli amministratori l’istituzione degli assetti, la norma introduce per la prima volta, nelle società di persone, una netta ripartizione di competenze tra coloro che sono dotati della qualifica di amministratore e i soci non amministratori” (Capelli, op. cit., p. 131); e v. Mosco, op. cit., p. 613 ss. [3] V., per tutti, Zanarone, Della società a responsabilità limitata, in Il Codice Civile. Commentario, fondato da Schlesinger, diretto da Busnelli, I, Milano, 2010, p. 522 ss.; Donativi, I diritti particolari dei soci, in Ibba-Marasà (a cura di), Le società a responsabilità limitata, I, Milano, 2020, p. 789 ss. [4] Piscitello, Società di persone a struttura aperta e circolazione delle quote. Modelli legali ed autonomia statutaria, Torino, 1995, p. 122 ss. [5] Piscitello, op. cit., p. 122 ss. [6] Cfr. al proposito Cagnasso, Gestione attribuita ai soci della società a responsabilità limitata e ruolo degli organi [continua ..]

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